Tour Matera 7 Giorni

1° GIORNO
> Arrivo a Nova Siri, piccola cittadina della Costa Jonica. Sulla parte alta del paese sorge il Castello del 1100 a pianta triangolare che nel 1546 fu di proprietà di Diego Sandoval legato alla poetessa Isabella Morra. Nel centro storico sono presenti antiche Chiese e Palazzi nobiliari. Di rilievo è la struttura del Palazzo Settembrini appartenuto alla famiglia del patriota e letterato Luigi Settembrini e la Chiesa Madre dedicata a Santa Maria Assunta, quest’ultima risalente al XVI secolo;
> Proseguimento per Contrada Cerrolongo per la degustazione di vini presso l’Azienda Masseria Battifarano – Cantine Cerrolongo. La storica proprietà appartenente da più di cinque secoli alla famiglia di cui prende il nome, è situata in una zona d’Italia fin dall’antichità famosa per la fertilità del terreno e le straordinarie proprietà dei vini. La filiera vitivinicola è gestita completamente all’interno, i vitigni coltivati sono: Primitivo, Greco, Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Aglianico. I vini prodotti dall’Azienda sono sei, di cui tre con Indicazione Geografica Tipica (Toccacielo – Cerrolongo Rosso – Cerrolongo Rosato ) e tre Denominazione di Origine Controllata (Torre Bollita Matera Doc Moro – Akratos Matera Doc Primitivo e Le Paglie Matera Doc Bianco. Quest’ultimo è il primo e unico vino DOC bianco della Regione Basilicata. La potenzialità produttiva dell’azienda è di 200.000 bottiglie all’anno, attualmente la maggior parte della produzione è commercializzata localmente e nazionalmente, anche se sono stati avviati contatti commerciali con la Germania, agevolati dalla partecipazione a fiere internazionali come Vinitaly di Verona, Prowein di Dusseldorf, London International Wine Fai;
> Pranzo tipico presso l’Agriturismo Il Pago, produttori dei prodotti biologici: marmellate, miele, pappareale e propoli;
> Salendo il Colle Limpidina a 578 m.s.m. si giunge a Rotondella in posizione dominante, anticamente portò il nome di Rotunda Maris. Il paese è esposto ai venti e offre una bellissima veduta panoramica sul Mar Jonio. Un territorio che si allunga dall’area di Monte Coppola, zona di enorme interesse archeologico, dove studiosi e ricercatori ritengono fosse ubicata la città di Lagaria, nota in tutto il mediterraneo per le qualità terapeutiche dei vini che si producevano;
> Visiteremo le Lamie di Bisonte, archi di pietra a volta sottostante, risalente al 1600, la Chiesa Madre delle Grazie, costruita nel 1500, la Chiesa di S. Antonio del 1650 di stile barocco con pregevoli stucchi sugli altari laterali;
> Cena e pernottamento in hotel e/o relais.

2° GIORNO
> Prima colazione e partenza per Tursi, piccola cittadina costruita dai Goti tra il IV e VI secolo;
> Visita della Rabatana o Arabatana, rione del paese già Tana degli Arabi, dove i predatori Saraceni si insediarono stabilmente. Ingrandirono il nascente borgo e ne fecero la Capitale della Provincia Bizantina, lasciando indelebili tracce nel dialetto, nelle tradizioni e nell’architettura. Intorno al 1400 la città si popolò di numerosi fuggitivi che provenivano dalla distrutta città di Anglona. Con l’abolizione della feudalità iniziò un periodo di profonda trasformazione agraria che condusse un miglioramento alle condizioni di vita, che si completò con la bonifica agraria del 1950, trasformando il paese in un importante centro agrumicolo. Paese natale del poeta Albino Pierro che nei suoi versi lo definì Terra del Ricordo;
> Degustazione e pranzo con menù tipico al Borgo Antico Rabatana – Palazzo dei Poeti, che sorge nel borgo incantato, arroccato sui calanchi. Degusteremo i vini della Casa Vinicola Acinapura di Tursi. La famiglia Acinapura da più di quarant’anni procude vini di alta qualità, grazie ai terreni dalla struttura fisico chimica unica e alle particolari condizioni climatiche che permettono di dare aromi e profumi inconfondibili a questi prodotti.
I vini prodotti dall’azienda sono tre e tutti ad Indicazione Geografica Tipica (IGT): il Rosso d’Anglona, il Rosso Pandosia e il Bianco Campofreddo. Sono vini eleganti che nascono dalla passione dei fratelli Acinapura e dalla collaborazione dell’enologo Benedetto Lorusso. I vitigni di questa terra fertile sono: Primitivo, Sangiovese, Aglianico, Cabernet Sauvignon e Chardonnay. La potenzialità produttiva dell’azienda è di 200 hl di vino all’anno è commercializzato con crescente successo sia sul mercato italiano che su quello estero Germania, Inghilterra, Svizzera, Francia e Giappone;
> Nel pomeriggio si prosegue per Anglona e visita al Santuario di S. Maria d’Anglona, uno dei più famosi monumenti medievali della regione che secondo la tradizione fu fondata nel XII secolo sul sito della greca Pandosia. Particolarmente notevole è il complesso degli affreschi interni, che sono considerati una delle manifestazioni artistiche più importanti del Medioevo lucano, e la struttura esterna dell’abside, in cui si ammirano intagli, lesene, archetti pensili e figure animali che creano un suggestivo effetto cromatico di rara bellezza;
> Sulla strada del rientro si giunge a Policoro: visita alle rovine di Herakleia, colonia greca che fu preceduta nella stessa era dell’antica Siris distrutta dopo la metà del VI secolo da Metaponto, visita al Museo Nazionale della Siritide;
> Cena e pernottamento in hotel e/o relais.

3° GIORNO
> Prima colazione in hotel e partenza per San Giorgio, piccolo centro della Valle del Sarmento, sorto ufficialmente nel 1607, in seguito a un accordo tra i Pignatelli, feudatari di Noia, e un gruppo di contadini calabri e lucani ai quali fu concesso l’utilizzo delle terre a scopo agricolo e abitativo. L’intenzione era anche di contrastare l’affluenza di immigrati albanesi, insediatisi nel territorio fin dal secolo precedente, in seguito all’occupazione musulmana della loro patria;
> Visiteremo: la Chiesa Madre del XVII secolo, il Santuario della Madonna del Pantano, edificato nel 1500 nelle vicinanze della grotta dove fu rinvenuta la statua della Madonna, il Palazzo Carlomagno del XVII secolo;
> A piedi si proseguirà alla visita delle importantissime, sebbene poco conosciute, Grotte di San Giorgio. Da epoche storiche vengono costruite con delle picconate su delle pareti di arenaria anche in luoghi impervi. Gli abitanti hanno improntato tutta la loro piccola economia sulla frequentazione di queste grotte, che secondo le contrade sono utilizzate soprattutto come cantine;
> Proseguimento per l’Azienda Tenuta Marino, condotta dall’imprenditore Marino Francesco, è specializzata da secoli nella produzione vitivinicola. I vitigni coltivati a cordone speronato per favorire la qualità delle produzioni, sono: Aglianico, Merlot, Primitivo e Syrah. I vini prodotti dalla Tenuta Marino celebrano tutti il nome del loro territorio di origine: la Terra Aspra. L’azienda produce un vino DOC del vitigno primitivo, Terra Aspra Primitivo e tre vini IGT, Terra Aspra Aglianico, Terra Aspra Syrah e Terra Aspra Aglianico Riserva. Questi vini si avvantaggiano della perfetta esposizione solare dei terreni e sono arricchiti degli aromi unici e inconfondibili donati dai frutteti circostanti, rispettando le peculiarità e le caratteristiche dei loro vitigni di origine. La potenzialità produttiva dell’azienda a regime è di 2000 ettolitri all’anno, la maggior parte della produzione è commercializzata localmente e razionalmente, anche se la Germania è il mercato estero di riferimento;
> Ritornando sulla Fondovalle del Sinni si arriva a Valsinni. Pranzo in ristorante tipico per degustare le specialità locali;
> Nel pomeriggio visita dell’antica Favale, documentata fin dal XI secolo quando fu fondata da una colonia di profughi di Serra Maiori. Appartenne in feudo ai Sanseverino, ai Capaccio e ai Morra. Oggi sede del Parco Letterario di Isabella Morra, il Castello, in stile aragonese, in cui la poetessa Isabella Morra, crudelemente uccisa dai fratelli, custodisce alcuni suoi scritti e l’arredamento dell’epoca;
> Visiteremo inoltre la Chiesa Madre dell’Assunta, con il crocifisso in legno del XV secolo e Palazzo Mauri, che conserva un antico mulino ad acqua con macine in pietra;
> Proseguimento per Colobraro, il suo nome trae origine dal latino col uber ovvero “luogo dove si trovano i serpenti”. Situato in posizione panoramica, dominante la Valle del Sinni, il paese sorse come casale agricolo intorno all’anno 1000. Fortificato con la costruzione del Castello, a partire dal 500, fu infeudato a diverse faimiglie nobiliari, fra cui i Pignatelli, i Donnaperna, i Brancolassi, i Sanseverino e infine i Carafa che ne mantennero il possesso fino all’abolizione del regime feudale. Da visitare: la Chiesa Madre di S. Nicola, fondata nel XII secolo e la Cappella dell’Icona del XIV secolo;
> Cena e pernottamento in hotel e/o relais.

4° GIORNO
> Prima colazione e partenza per Montalbano Jonico, sorge su una collina di argilla bianca, alla sinistra del fiume Agri, dalla quale si può ammirare il limpido luccichio delle acque del Mar Jonio Secondo la memoria popolare, il paese sorse nel III sec. a.C. allorquando la battaglia combattuta tra l’esercito di Pirro e i Romani spinse gli abitanti a rifugiarsi sulle alture circostanti. Divenuto feudo nel periodo medieva- le, appartenne alla Contea di Montescaglioso, ai Sanseverino ai Vallimari, ai Toledo e ,infine agli Alvarez. Di notevole fascino naturalistico sono i Calanchi riconosciuti come Geo-sito Nazionale e il Bosco di Andriace. Visiteremo la Chiesa Madre di S. Maria d’Episcopio, contenente una scultura in legno di San Maurizio, patrono della cittadina, la Chiesa di San Pietro, sita nei pressi dell’antiche mura, con un portale di legno suddiviso in sei riquadri;
> Si prosegue per l’Azienda Masseria Lanzolla, gestita da circa quarant’anni dalla famiglia Mininni Lanzolla, che impegna le tutte le proprie energie sui vigneti e lavorazioni delle uve. La vinificazione si svolge nella cantina all’interno della Masseria, subito dopo la raccolta delle uve, in questo modo si garantisce che l’intero ciclo produttivo si svolge sotto il controllo diretto della famiglia Mininni-Lanzolla. Le varietà coltivate sono: Aglianico, Cabernet Frank, Cabernet Sauvignon, Merlot, NegroAmaro, Primitivo (tutti a bacca rossa) e Chardonnay (a bacca bianca). Attualmente producono sei vini, due con Denominazione di Origine Controllata (Prime Bacche e Mons Allius) e quattro ad Indicazione Geografica Tipica (Lucerio, Monade, Cabernet e Chardonnay). La potenzialità produttiva dell’Azienda è di 2500 hl di vino all’anno e la maggior parte della produzione è commercializzata localmente e razionalmente, anche se sono stati già attivati contatti commerciali con importatori esteri;
> Proseguimento per Pisticci e pranzo tipico al ristorante l’Incontro nella parte antica del paese. Centro di origine medievale, conserva borghi antichi, fra cui emerge il caratteristico Dirupo composto da una serie parallele di casette bianche denominate lamie. Fra gli splendidi edifici sacri dell’abitato antico emergono la Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo, del XIII secolo, in stile rinascimentale-barocco, interamente arredata con sontuosi altari barocchi, la Chiesa di S. Antonio che custodisce una serie di tele di noti artisti del 700, la Chiesetta dell’Immacolata del 700, con soffitto e organo Ignei dipinti;
> Di origini antichissime Craco è rifugio dei profughi di Siri. Attaccato disperatamente a 391 metri, guarda ammutolito il fiume Cavone. Il suo nome deriva da Grachium (campo arato) o da Gracem (monte maggesato), anche se nel registro dei Baroni del 1188 è definito Graculum. Da visitare con molta cautela, poiché l’antico Borgo è pericolante, la struttura ancora intatta della Chiesa Madre con lo splendido campanile coperto di maioliche, l’imponente Torrione del Castello del XVI sec. Dopo l’abbandono il paese si è trasformato in un straordinario set cinematografico. Non a caso alcuni tra i più importanti registi del mondo, quale Francesco Rosi, Bruce Beresford, Taviani, vi hanno ambientato parti dei loro film. E’ diventato anche location per famosi spot pubblicitari di note case automobilistiche;
> Rientro in hotel per la cena e il pernottamento in hotel e/o relais.

5° GIORNO
> Prima colazione e partenza per Bernalda, sito su un altopiano argilloso a circa 15 km. dalla Costa Jonica Metapontina. L’attuale abitato di Bernalda sorse nel 1496 per volere del feudatario Berardino di Bernardo, il quale decise di spostare la popolazione dall’antico borgo di Camarda in luogo più sicuro, facendo anche erigere un Castello a difesa dell’abitato;
> Visiteremo la Chiesa Madre di San Berardino con cupole bizantine e campanile piramidale, l’ex Convento di S. Antonio, oggi sede del Municipio, con affreschi raffiguranti il Santo. Si prosegue nel comprensorio del Metapontino dove si trova l’Azienda Agricola Masseria Cardillo, proprietà della Famiglia Graziadei dal 1600, con estensione di circa 300 ettari. Essa si compone di numerose costruzioni che testimoniano l’evoluzione da una monocoltura cerealicola ad una agricoltura specializzata vitivinicola e olivicola. I vigneti sono stati reimpiantati secondo le più moderne tecniche agronomiche, con sistemi di agricoltura ecocompatibile. Sono coltivati vitigni tipici della zona come Aglianico, Primitivo, Fiano, Greco, Sciasc’lar e vitigni di diffusione internazionale come Merlot, Cabernet, Sauvignon. Attualmente l’Azienda produce due vini con Denominazione di Origine Controllata il Malandrina e Rubra e tre vini con Indicazione Geografica Tipica Bacche Rosa, Vignagiadi, e l’Ovo di Elena che è l’unico bianco. La potenzialità produttiva dell’Azienda è di 240 hl di vino l’anno, la maggior parte della produzione è commercializzata localmente e nazionalmente anche se sono stati avviati contatti commerciali con importatori esteri Danesi e Tedeschi;
> Pranzo con menù tipico presso il ristorante della Masseria Cardillo, oggi struttura ricettiva relais;
> Nel pomeriggio proseguimento per Metaponto. Dell’antica città, è stata portata alla luce l’area del santuario urbano, dell’agorà e del teatro, impiantata intorno alla metà del VI secolo a.C. I resti oggi presenti, resi fruibili con l’istituzione di un parco archeologico, risalgono ad una sistemazione del IV e III secolo a.C., vale a dire alle ultime fasi della vita dell’antica città greca. Sulla direttrice che si sviluppa lungo il litorale jonico, poco prima del confine con la Puglia, si erge il tempio greco della Tavole Palatine costruito intorno alla metà del VI secolo a.C. Dedicato alla dea Era, si presenta con un elegante struttura in stile dorico di cui si conservano numerose colonne in posizione originaria;
> Si conclude con la visita al Museo Nazionale Archeologico;
> Cena e pernottamento in hotel e/o relais.

6° GIORNO
> Prima colazione e partenza per Montescaglioso, che si erge in una spettacolare posizione dominante la Gravina di Matera e la Valle del Bradano. L’abitato è attestato, fin dall’VIII secolo a.C., come uno dei più rilevanti centri della Magna Grecia. Divenne borgo fortificato intorno all’893 d.C., quando si insediò in zona una comunità di monaci Benedettini. Il paese presenta un interessante centro storico, sviluppatosi a forma di farfalla, ricco di monumenti di notevole interesse artistico e storico;
> Visiteremo l’Abbazia di San Michele Arcangelo, edificata dai Benedettini ma più volte rimaneggiata nei secoli. Dell’originario nucleo medievale conserva il chiostro orientale, e la Chiesa, arricchita da particolari architettonici seicenteschi e rinascimentali, la Chiesa Madre dei SS. Pietro e Paolo, esistente già nel XV secolo ma ricostruita nell’800;
> Proseguimento per la visita dell’Azienda Agricola Ditaranto che si colloca in questo contesto ambientale e storico ricco di suggestioni, tre generazioni con un legame solido rinnovato e produttivo con la terra. Il territorio ha conosciuto con gli Enotri le piu’ antiche pratiche agricole, con i Greci ha rafforzato il rapporto con le grandi culture mediterranee e infine con i Benedettini ha saputo migliorare e tramandare sapori e patrimoni. L’azienda comprende una superficie agricola totale di 22 ha ed è condotta in economia diretta dal proprietario Ditaranto Antonio. I vitigni coltivati sono: Primitivo, Aglianico, Merlot, Montepulciano, Sangiovese, Cabernet, Sauvignon, Malvasia bianca e Greco. La potenzialità produttiva dell’Azienda è di 800 hl di vino all’anno, attualmente la maggior parte della produzione è commercializzata localmente e nazionalmente, anche se sono stati già avviati contatti commerciali con importatori esteri della Germania e della Svezia. I vini prodotti sono: l’Abate e Serenella (vini Doc), Portico e Vigne del Milo (vini IGT ) e il Milo Rosso e il Milo Rosato (vini da tavola);
> Pranzo presso il ristorante tipico il Tappeto Borgo Ritrovato;
> Nel pomeriggio proseguimento per Scanzano J.co. Le sue origini rimandano ad un originario insediamento di monaci Brasiliani di S. Elia di Carbone, ai quali, il territorio fu donato da Ruggiero Siniscalco. Fu poi occupato da Ruggero Sanseverino e, dopo varie vicissitudini, venduto ai Donnaperna che lo tennero fino agli inizi dell’800. Visiteremo: la Chiesa dell’Assunta con una preziosa corona d’argento di una statua settecentesca e il Palazzaccio casale medievale a pianta quadrata con torre merlata e interessante cappella interna;
> Cena e pernottamento in hotel e/o in relais.

7° GIORNO
> Prima colazione e partenza per Matera, incontro con la guida e visita della città, riconosciuta nel 1993 Patrimonio Mondiale UNESCO per l’unicità dei Sassi, antichi rioni le cui case sono state scavate nella roccia calcarea. Visita del Sasso Caveoso in particolare Rione Malve e Rione Casalnuovo, due tra i più storici Rioni;
> Nel corso della visita sarà possibile visitare la Casa Grotta tipicamente arredata che mostra come era organizzata la vita familiare nelle case dei Sassi, descritta da Carlo Levi nel libro Cristo si è fermato ad Eboli. La Chiesa Rupestre di San Pietro in Monterrone (IX-XI sec. d.C.) utilizzata in seguito come cave di tufo di affreschi. Il Grottone, una grotta naturale senza nessun intervento dell’uomo. Infine sarà possibile vedere alcuni siti utilizzati da Mel Gibson durante le riprese del film The Passion of the Christ;
> Proseguimento per la tenuta Pietrapenta per la visita dell’Azienda Vini Dragone. Ai tempi di Antonio Dragone, nell’800 risale la prima cantina di famiglia in prossimità del Convento dei Domenicani, nel cuore storico di Matera. Con Michele Dragone, intorno al 1920, nasce la famosa cantina in Via San Biagio, fulcro in quel tempo, del mondo agricolo Materano. Al 1955 data la prima etichetta della famiglia Dragone. Nel corso degli anni la produzione dei vini si è spostata in C.da Pietrapenta, distante circa 12 km dalla città. Oggi l’azienda Dragone produce circa 10.000 hl di vino, tutti da vigneti di proprietà della stessa, di varietà tipiche lucane. I vini prodotti sono: il Bianco Basilicata IGT, Matera Doc primitivo, Lamina Matera Doc Rosso, Matera Doc Primitivo, Brut Silver Spumante, Ego Sum. E’ possibile visitare la Cripta del Peccato Originale, ubicata nell’Azienda, definita la Cappella Sistina delle Chiese Rupestri, risalente alla fine dell’VIII secolo è Patrimonio dell’Umanità.